TRASFERIMENTO MADRE LAVORATRICE

LA LEGGE
La legge vieta di trasferire la lavoratrice madre nel primo anno di vita del bambino. In presenza della comunicazione prima della decorrenza dei 12 mesi, anche se il trasferimento ha effetto a conclusione di tale periodo questo modo di procedere risulta contrario alla legge.
Infatti l’art. 56 del D.lgs 151/2001 dice: „…le lavoratrici hanno diritto di conservare il posto di lavoro e, salvo che espressamente vi rinuncino, di rientrare nella stessa unità produttiva ove erano occupate all'inizio del periodo di gravidanza o in altra ubicata nel medesimo comune, e di permanervi fino al compimento di un anno di età del bambino…” Inoltre sentenze in applicazione di questo articolo hanno specificato che anche un’eventuale comunicazione di trasferimento non deve avvenire entro il termine di divieto. Viene così ritenuta lesiva del benessere della lavoratrice madre, la preoccupazione che una nuova situazione lavorativa (purtroppo mai favorevole) può generare.
Quindi il comportamento dell’azienda è illegittimo, avendo essa comunicato il trasferimento prima del compimento dell’anno del nascituro.
Purtroppo azioni come queste vengono poste in atto da molti datori di lavoro per spingere le lavoratrici alle dimissioni e molto spesso questo avviene oltre l’anno di tutela, per cui è più difficile far condannare l’azienda. Se si è convinti però che il trasferimento è mirato a punire la madre lavoratrice, è necessario impugnare il trasferimento, come atto discriminatorio, davanti al giudice.


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ESISTE INOLTRE ACCORDO AZIENDALE VALIDO PER INTESASANPAOLO 19-10-2012

Che prevede la non trasferibilità della madre fino al 3 anno di vita del bambino.
e i titolari di legge 104 senza il loro consenso
Solo che la norma non è valida nel caso di chiusure aziendali (E' ovvio però
che l'azienda deve collocare la madre nella filiale piu vicina)